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COSA
DEVE FARE L'IMPRESA

Fin da ora l’impresa, anche quella media, piccola e micro, deve porre attenzione agli aspetti finanziari e patrimoniali, migliorare la qualità dell’informazione esterna, possibilmente orientandola al futuro e basandola sulla “trasparenza” e sulla “chiarezza”.
E’ opportuno che le imprese capiscano l’importanza della corretta informazione e della comunicazione finanziaria, al fine di comunicare le performance aziendali.
La principale base informativa per la valutazione del merito creditizio di un’impresa è il
bilancio d’esercizio, anche per le imprese non tenute alla sua pubblicazione.
Dalla lettura del bilancio è possibile comprendere “in prospettiva futura” la ripetitività dei cicli di attività del business che si intende valutare per la concessione dell’affidamento.
Il
bilancio, quindi, non deve essere considerato come un adempimento civilistico o fiscale, ma piuttosto un vero e proprio
strumento di comunicazione che deve rispondere a quei requisiti di chiarezza sostanziale che implicitamente il “finanziatore” Banca si aspetta dal rapporto con la “controparte” Cliente.
Il rating determinato dalla banche diventerà una variabile strategica che condizionerà costo e disponibilità di risorse per il finanziamento degli investimenti e della crescita aziendale.
Dovranno quindi essere messe in opera azioni tendenti al miglioramento del suddetto rating; è possibile che le PMI, generalmente meno solide patrimonialmente e spesso troppo condizionate dalla variabile fiscale, vedano aumentare il costo del capitale in proporzione al rischio implicito.
Pertanto, diverrà importante non solo fornire informazioni, ma fornirle in maniera adeguatamente organizzate in “sistema”.
Di conseguenza, saranno utili operazioni di
riclassificazioni di bilancio, analisi finanziarie ed
economiche e, pertanto, in sintesi,
l’installazione di quegli strumenti di programmazione e controllo
(budget, report, business
plan, rendiconti finanziari), ancora non molto diffusi nella piccola e media impresa ma che ad oggi risultano necessari dispositivi per una corretta gestione aziendale.
Bisogna premettere che il controllo di gestione dell’azienda, sia in chiave revisionale o consuntiva sia in chiave previsionale o preventiva, si esercita attraverso tre dimensioni:
economico, patrimoniale e finanziaria. Nessuna di queste tre grandezze è più o meno importante delle altre, anche se nella prassi aziendale spesso la prima viene privilegiata rispetto alle altre.
Tuttavia
BASILEA 2, ed in particolare i dati da fornire agli Istituti di credito, spostano il focus sulla
dimensione finanziaria ovvero sull’analisi ed il
controllo dei flussi in entrata ed in uscita.
Pertanto ogni azienda dovrà sviluppare i tipici strumenti di
cash management per la raccolta e gestione del flusso informativo di tipo finanziario, a livello sia consuntivo che previsionale.
Gli strumenti chiave del processo di pianificazione finanziaria sono:
Budget di tesoreria
Budget
finanziario
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Definiti gli aspetti determinanti di valore dell’impresa, occorre metterli a sistema e renderli espliciti in modo da aiutare la Banca a qualificare in modo più puntuale il rapporto, evitando di classificarlo in un intervallo molto ampio e di per sé poco utile a graduare correttamente il rischio d’impresa.
Attualmente la comunicazione tra impresa e Banca è molto distante dalla descrizione ideale riportata; a ben vedere, però, lo sviluppo della base informativa giova all’impresa sotto due punti di vista:
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Le regole di
BASILEA 2 consentono un livello di pricing migliore se l’impresa fa emergere e documenta adeguatamente una situazione prospettica eccellente catturata dal modello di rating; |
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La
migliore conoscenza dell’impresa nei
suoi aspetti determinanti di valore e
nelle prospettive gestionali, consente
alla Banca di intervenire in un
progetto di consulenza finanziaria che
può coinvolgere anche interventi sul
capitale oltre che diverse forme
tecniche di indebitamento, generando
un migliore equilibrio finanziario che
può incidere direttamente sul merito
creditizio.
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