Accordo Basilea 3

Con l’espressione Basilea 3 si indica un insieme di provvedimenti approvati dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria in conseguenza della crisi finanziaria del 2007-08 con l’intento di perfezionare la preesistente regolamentazione prudenziale del settore bancario (a sua volta correntemente denominata Basilea 2), l’efficacia dell’azione di vigilanza e la capacità degli intermediari di gestire i rischi che assumono.

Il comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria ha dato il via libera tecnico al nuovo accordo Basilea 3 per rafforzare il patrimonio delle banche ed evitare crisi globali future. Il rafforzamento dei requisiti patrimoniali concordato oggi viene attuato essenzialmente in due modi: in primo luogo si chiede una decisa ricomposizione dei requisiti patrimoniali verso gli strumenti di qualità più elevata, si potenzia cioè il cosiddetto Common Equity composto da capitale più riserve.

L’attuale requisito minimo per il patrimonio complessivo non cambia e resta all’8% in rapporto alle attività ponderate per il rischio, ma le banche che oggi stanziano il 2% come common equity nel regime Basilea 3 dovranno avere il 4,5% di questo capitale di alta qualità; inoltre il Tier one, cioè il requisito del patrimonio di base che include anch’esso altri strumenti di qualità rafforzata, passa dal 4% al 6%.

In secondo luogo secondo quanto è stato stabilito oggi dai banchieri centrali verrà richiesto alle banche di mantenere un cuscinetto (“buffer”) di capitale aggiuntivo sopra i minimi, pari al 2,5%; questo cuscinetto, spiega il comunicato, potrebbe anche aumentare nelle fasi di surriscaldamento del credito.

È prevista infatti l’introduzione fra i requisiti esplicitamente definiti di due “cuscinetti patrimoniali”: Il primo, stabile, che si chiamerà cuscinetto per la conservazione del capitale: con la funzione di garantire che le banche mantengano un patrimonio di riserva per assorbire le perdite durante lunghi periodi di stress economico e finanziario. Le banche sono autorizzate ad attingere al cuscinetto durante questi periodi di stress, ma più il loro coefficiente patrimoniale si avvicina al requisito minimo, più crescono i vincoli alla distribuzione degli utili; il secondo sarà un cuscinetto “anticiclico” e verrà data ai regulator la facoltà di introdurlo se, e solo se, l’economia tenderà a surriscaldarsi per eccesso di credito (come in Usa). A questi requisiti patrimoniali si dovrà aggiungere un coefficiente di leva finanziaria, che servirà da protezione aggiuntiva.

Anche il buffer dovrà essere composto di capitale di elevata qualità. La nuova calibrazione dei requisiti è quindi più severa di quella prevista attualmente. Ma, in considerazione dell’esigenza di non compromettere la ripresa in corso, è prevista molta gradualità, in modo da permettere alle banche di continuare ad assicurare i necessari flussi di credito all’economia.

PILASTRO BASILEA 3: qualità del patrimonio: La nuova definizione di patrimonio non è meno importante dell’aumento del livello di patrimonializzazione: Una migliore qualità del capitale implica una maggiore capacità di assorbire le perdite: banche più solide e più resistenti alle fasi di tensione.

 

COSA PUO’ FARE L’IMPRESA?

Fin da ora l’impresa, anche quella media, piccola e micro, deve porre attenzione agli aspetti finanziari e patrimoniali, migliorare la qualità dell’informazione esterna, possibilmente orientandola al futuro e basandola sulla “trasparenza” e sulla “chiarezza”. E’ opportuno che le imprese capiscano l’importanza della corretta informazione e della comunicazione finanziaria, al fine di comunicare le performance aziendali.

La principale base informativa per la valutazione del merito creditizio di un’impresa è il bilancio d’esercizio, anche per le imprese non tenute alla sua pubblicazione. Dalla lettura del bilancio è possibile comprendere “in prospettiva futura” la ripetitività dei cicli di attività del business che si intende valutare per la concessione dell’affidamento.

Il bilancio, quindi, non deve essere considerato come un adempimento civilistico o fiscale, ma piuttosto un vero e proprio strumento di comunicazione che deve rispondere a quei requisiti di chiarezza sostanziale che implicitamente il “finanziatore” Banca si aspetta dal rapporto con la “controparte” Cliente.

Il rating determinato dalla banche diventerà una variabile strategica che condizionerà costo e disponibilità di risorse per il finanziamento degli investimenti e della crescita aziendale.

Dovranno quindi essere messe in opera azioni tendenti al miglioramento del suddetto rating; è possibile che le PMI, generalmente meno solide patrimonialmente e spesso troppo condizionate dalla variabile fiscale, vedano aumentare il costo del capitale in proporzione al rischio implicito.

Pertanto, diverrà importante non solo fornire informazioni, ma fornirle in maniera adeguatamente organizzate in “sistema”.

Di conseguenza, saranno utili operazioni di riclassificazioni di bilancio, analisi finanziarie edeconomiche e, pertanto, in sintesi, l’installazione di quegli strumenti di programmazione e controllo (budget, report, business plan,rendiconti finanziari), ancora non molto diffusi nella piccola e media impresa ma che ad oggi risultano necessari dispositivi per una corretta gestione aziendale.

Bisogna premettere che il controllo di gestione dell’azienda, sia in chiave revisionale o consuntiva sia in chiave previsionale o preventiva, si esercita attraverso tre dimensioni: economico, patrimonialefinanziaria. Nessuna di queste tre grandezze è più o meno importante delle altre, anche se nella prassi aziendale spesso la prima viene privilegiata rispetto alle altre.

Tuttavia BASILEA 3, ed in particolare i dati da fornire agli Istituti di credito, spostano il focus sulla dimensione finanziariaovvero sull’analisi ed il controllo dei flussi in entrata ed in uscita.

Pertanto ogni azienda dovrà sviluppare i tipici strumenti di cash management per la raccolta e gestione del flusso informativo di tipo finanziario, a livello sia consuntivo che previsionale.

Gli strumenti chiave del processo di pianificazione finanziaria sono:

1) BUDGET DI TESORERIA

Il budget di tesoreria è tipicamente uno strumento di breve periodo e quindi di norma non supera l’anno. 

E’ lo strumento per eccellenza per manovrare la tesoreria e quindi calcolare oneri e proventi finanziari nonché l’articolazione della posizione finanziaria netta.

I macro flussi del budget di tesoreria sono i seguenti:

• sbilancio gestione corrente
• sbilancio gestione caratteristica
• free cash flow operativo
• eccedenza (fabbisogno) finanziario
• posizione finanziaria netta

2) BUDGET FINANZIARIO

Il Budget Finanziario è uno strumento molto efficace per l’analisi non solo a breve termine ed è quindi particolarmente adatto per l’esame della sostenibilità finanziaria delle iniziative di investimento nonché per mostrare con immediatezza “cosa” ha assorbito o generato liquidità.

Le macro voci di riferimento del Budget Finanziario sono:

• flusso di circolante operativo
• variazione del capitale circolantenetto operativo
• flusso gestione operativa corrente,
• flusso gestione operativa non corrente
• free cash flow operativo
• variazione della posizione finanziaria.

COSA PUO’ FARE SPHERIA COME CONSULENTE D’IMPRESA?

L’entrata a regime degli accordi di BASILEA 3 segnerà un importante momento di trasformazione non solo per le imprese ma anche per le società di fornitura di servizi elettrocontabili e di consulenza di gestione.

Le suddette, pur mantenendo le proprie competenze tipiche nell’area tributaria, dovranno diventare consulenti d’impresa, attente agli aspetti economici, finanziari e di controllo dell’impresa e capaci di facilitare la comunicazione tra l’impresa ed il sistema bancario.

Devono, in sintesi, farsi interpreti delle necessità di cambiamento e promuoverlo presso i propri Clienti e nelle Società dove svolgono compiti di controllo.

Dovranno sensibilizzare il Cliente sulla necessità di instaurare con la Banca un corretto processo di comunicazione che porti ad un rating favorevole ed ad un probabile risparmio sugli oneri finanziari.

In collaborazione, e non in antitesi, con il proprio consulente fiscale e tributario, SPHERIA si pone come elemento di specializzazione facendo apprezzare all’imprenditore i vantaggi di questi cambiamenti in mercati sempre più globali.

Ci sarà pertanto un nuovo ruolo come supporto alle imprese: quello di consulente d’impresa, cui la nostra società arriva preparata, forte di un’esperienza pluriennale acquisita in settori sia industriali sia commerciali, aziende multinazionali e realtà economiche appartenenti alla PMI, in cui l’attività di programmazione e controllo è una funzione strategica per il corretto andamento della gestione aziendale.

In concreto SPHERIA può supportare l’azienda effettuando un check-up finanziario, individuando gli elementi di criticità (non solo finanziari) e soprattutto le opportunità e le modalità per migliorare il rapporto con gli istituti di Credito ed i fornitori di capitale

COMUNICAZIONE FINANZIARIA

SPHERIA può aiutare l’azienda a strutturarsi coerentemente in termini di requisiti informativifinanziari ed organizzativi.

Requisiti Informativi

  • Prospetti supplementari di rendiconto finanziario e di tesoreria al bilancio di esercizio
  • Informazioni periodiche sull’andamento del fatturato / redditività
  • Piani strategici ed industriali in grado di illustrare:
    • Le decisioni di investimento;
    • il posizionamento di mercato attuale e prospettico;
    • Azioni pianificate per cogliere andamenti positivi di settore e/o contrastare momenti di congiuntura negativa;
    • Le modalità di gestione dei rischi aziendali ( tesoreria, clienti, mercato, …)
  • Piani finanziari che illustrino l’evoluzione dell’equilibrio finanziario dell’impresa in collegamento alle azioni previste dai piani strategici.

Requisiti Finanziari

  • Pianificare nel tempo l’evoluzione della struttura finanziaria della società, in considerazione di mutati scenari di mercato e/o piani di crescita
  • Valutare accuratamente con la banca la sostenibilità di tali piani, identificando eventualmente forme di finanziamento adeguate
  • Programmare i flussi di cassa di breve periodo per concordare con la banca opportuni adeguamenti delle linee di fido.

Requisiti Organizzativi

Introduzione di strumenti di programmazione e controllo di gestione, che possano facilitare il monitoraggio della gestione e comunicazione con la banca:

  • Riclassificazioni ed analisi di bilancio, al fine di evidenziare gli indici di redditività ( R.O.I, R.O.E., R.O.S. …..) ma anche di liquidità ( indipendenza finanziaria, margine di tesoreria….) e di indebitamento e di efficienza interna ( autonomia finanziaria, rotazione delle scorte, giorni di incasso crediti clienti,…);
  • Budget annuale e pluriennale del conto economico, sistema di reporting periodico con analisi degli scostamenti;
  • Corretta determinazione dei costi ed individuazione di possibili aree di risparmio;
  • Individuazione del punto di pareggio (Break Even Point);
  • Gestione della tesoreria e rendiconti finanziari, budget per fonti e impieghi;
  • Analisi per flussi con individuazione del fabbisogno finanziario.

 

NUOVE OPPORTUNITA’ PER LE IMPRESE

In BASILEA 3 ci sono quindi le condizioni necessarie perché le aziende traggano vantaggio dalle nuove regole:

  • La possibilità per le imprese di essere valutate secondo “regole del gioco” condivise, trasparenti, certificate, non modificabili “ad personam”. Ciò da un lato impegna le banche ad esporsi con una valutazione accurata, dall’altro accresce i gradi di libertà della clientela, che si può così affrancare da rapporti con gli intermediari troppo spesso opachi e destrutturati 
  • L’interesse della banca a valorizzare i servizi di “gestione” del rischio delle imprese e ad estendere l’orizzonte di valutazione al di là del breve periodo (dando così adeguato spazio alle strategie aziendali). Ciò porta ad escludere sistemi valutativi “meccanicistici” o “automatici”. 
  • Dovrebbero ridursi le distorsioni, inevitabilmente penalizzanti per gli imprenditori migliori, indotte da politiche di tasso che non discriminano sulla base di profili di rischio legati alla qualità della singola impresa

Anche se in media i requisiti patrimoniali dovessero restare uguali a quelli attuali, l’introduzione di elementi che aiutano a discriminare tra diversi livelli di rischiosità, crea automaticamente un incentivo per banche e imprese a modificare i loro rapporti. 

La rischiosità diventa una realtà da gestire nell’interesse di entrambi mettendo in campo la trasparenza e le competenze necessarie.

Queste ultime sono in effetti le condizioni indispensabili affinché le indicazioni contenute in BASILEA 2 si possano trasformare in una grande opportunità.

Nome e Cognome (richiesto)

Attività

Indirizzo

Telefono

Fax

La tua email (richiesto)

Eventuale Sito Internet

Oggetto

Il tuo messaggio

captcha
Inserisci i caratteri presenti nell'immagine

Preso atto dell'Informativa ai sensi dell'art. 10 della Legge 675/96, autorizzo il trattamento dei dati inseriti da parte della ditta SPHERIA srl nei limiti di cui alla stessa.